Quindici anni dopo la fine del liceo, un gruppo di studenti della stessa classe si incontra di nuovo in una villa di una loro compagna (Nancy Brilli). C'é chi è stato più fortunato, diventando sottosegretario come Mauro (Massimo Ghini), chi si è sposato e divorziato (Piero Natoli e Eleonora Giorgi), oppure come Tony Brando (Christian De Sica) ha fallito come musicista ed ora è sul lastrico. Curiosa la storia di Fabris (Fabio Traversa), ruba cuori al liceo, ora irriconoscibile e stempiato. Deriso e preso in giro, Fabris si offende e lascia la festa. La psicologa Maria Rita (Athina Cenci), nubile, viene torturata dai compagni per avere consigli. Poi Maurizio Ferrini che accompagna il (finto) paralitico Alessandro Benvenuti, ridotto così a seguito di un incidente, professione magistrato; Gloria (Luisa Maneri), ragazza madre; Gioia (Carmela Vincenti), donna sterile e spiritata; Jolanda (Isa Gallinelli), querula zitella; Ottavio (Luigi Petrucci), insopportabile sapientone; Finocchiaro (Angelo Bernabucci), sfrontato macellaio, e Francesco (Giovanni Vettorazzo), l'imbellito del gruppo, innamorato dal liceo di Margherita (Giusi Cataldo), insoddisfatta moglie di un geloso carabiniere. Piero (Carlo Verdone), soprannominato "il Patata", insegnante di lettere in un liceo privato romano, con una relazione con una sua studentessa, Cristina (Natasha Hovey), lascerà la moglie Cinzia sguaiata e gelosa (Serena Bennato), in seguito ad una sua violenta scenata con strip-tease finale in mezzo alla strada, al grido di "che c'ha più di me quella?!?", e come se non bastasse, il sottosegretario violenterà Cristina che Piero aveva portato in serata alla festa, convinto dal cinico politicante con la promessa di un trasferimento in un liceo al centro di Roma. La storia del paralitico era solo uno scherzo, che il povero Tony Brando, distrutto dopo aver chiesto a tutti dei soldi, scoprirà prima della fine. Quest'ultimo si vendicherà sfogando così le sue frustrazioni. La padrona di casa andrà via anche lei senza un soldo. Spaccato della società moderna che Verdone riproduce fedelmente: il film lascia poco spazio alle battute e in certi momenti è anche angosciante con l'amara rivelazione dell'ipocrisia, la cattiveria, l'egoismo e la frustrazione delle persone.









